W la spesa a km zero
Si stanno diffondendo i mercati contadini, un esempio concreto di filiera corta, che premia alimenti non “made in chissà dove”.
Il rapporto diretto fra produttori e consumatori locali (filiera corta) è un modello che elimina i passaggi intermedi con vantaggi sia di tipo economico che di tipo ecologico, perché i prodotti hanno fatto pochi chilometri e non il giro del mondo come quelli – freschi o trasformati – che troviamo al supermercato, magari con la scritta “confezionato in Italia” (le materie prime però possono arrivare da ogni parte del mondo). La spesa cosiddetta “a chilometri zero” ha un impatto di gran lunga minore sul riscaldamento climatico e riduce lo spreco di combustibili fossili.

Il mercato contadino costituisce un’opportunità di acquisto di prodotti con garanzia di provenienza locale, di freschezza e con un prezzo non gravato da altri costi. Una prima concreta sperimentazione della filiera corta, con prodotti di qualità del territorio a prezzi competitivi, grazie al risparmio sui costi di intermediazione e trasporto.
I genuini “mercati contadini senza mercanti” poi, sostengono l’idea di un’agricoltura in parternariato, che impegna reciprocamente produttore e consumatore e tende a sviluppare le piccole economie locali attraverso un sistema di produzione basato sul ruolo attivo del consumatore.
In quei mercati, se periodici, si incontrano anche, oltre ai movimenti contadini di cui diventare partner, gruppi d’acquisto solidale (GAS) ai quali poi aggregarsi per progetti di mobilità sostenibile, case comuni, ecovillaggi, fonti rinnovabili, nonché di artigianato artistico. A Limidi di Soliera è attivo il GAS “Venite alla festa”.
A Carpi il mercato contadino si trova in via sperimentale presso il Parco Giovanni Paolo II (Ex Foro Boario) tutti i giovedò e sabato dalle ore 8 alle ore 13. Provatelo!
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(pubblicato il 04 Agosto 2009)

