Transition town, le città in transizione
Un movimento internazionale di realtà che cercano l’autonomia dal petrolio. Eco-sognatori o città da tenere d’occhio?
“Transition town” è un movimento nato in Irlanda nel 2005 e definito dal Guardian “un esperimento sociale su vasta scala”. Oggi in Europa, Giappone, Usa, Canada, Australia, Sud Africa e Nuova Zelanda vivono persone che perseguono lo stesso obiettivo: convertire i centri abitati a un’esistenza ecologica che possa fare a meno del petrolio e dei suoi derivati.
Il movimento di Transizione crede che solo con il coinvolgimento diretto di ogni comunità in tutte le sue componenti, cittadini, attività commerciali e produttive, amministrazione locale, associazioni, scuole si possano fare emergere le soluzioni più innovative ed efficaci per rispondere alle difficili sfide dei prossimi anni.

Impianto fotovoltaico integrato architettonicamente - Installato presso la Libera Università di Alcatraz (S. Cristina di Gubbio - PG)
Monteveglio, in provincia di Bologna, è la prima città italiana di transizione. A Monteveglio si praticano quei piccoli accorgimenti che possono migliorare la qualità della vita rispettando l’ambiente: orti in condivisione tra chi ha la terra e chi solo un terrazzo, Gruppo di Acquisto per il solare termico e il fotovoltaico, mercatino del riuso, giardini archeologici per specie ormai dimenticate. Ad oggi questa è l’unica realtà italiana riconosciuta dalla rete internazionale, ma gruppi guida sono nati a Granarolo, L’Aquila, Lucca e, ultimo in ordine di fondazione, Carimate in provincia di Bolzano. Altri si stanno organizzando in decine di comuni italiani tra cui Ferrara, Firenze, Mantova, Perugia, Reggio Emilia, Bologna, Bari e anche Palermo, Torino e Roma perché la “Transition town” non è una filosofia adatta solo a piccoli centri. Un esempio? Il quartiere di Brixton a Londra e l’intera città di Bristol.
Cristiano Bottone, rappresentante del movimento a Monteveglio spiega che il contagio ecologista, partendo dal basso ha finito con il bussare in municipio: “Gli amministratori stanno lavorando a un piano di riorganizzazione energetica dell’intero paese. Stanno raccogliendo dati per capire quali sono i giorni, le ore e le strade in cui la dispersione è maggiore. Partiranno da lì per ridurre i consumi”. Tra i contagiati una fattoria biologica: “Il proprietario sta pensando di trasformarla in una realtà libera dai combustibili fossili”. Lentamente, passo dopo passo, in paese si sta diffondendo l’idea che si può vivere in un mondo più pulito.
Approfondimenti
- Transition town senza petrolio - ecco gli eco-sognatori italiani
- Jacopo Fo – Intervento sulle città in transizione
(pubblicato il 03 Settembre 2009)

