Tetti “elettrici” su tutte le aziende
Il mercato dell’energia verde quale settore strategico per combattere la crisi economica.
Rendere “green” e far risparmiare le aziende dell’Unione delle Terre d’Argine installando impianti fotovoltaici sui capannoni è un’opportunità imperdibile.
Questa la proposta emersa dall’incontro “Energia verde e sviluppo” dell’11 marzo presso la Sala Congressi, organizzato dall’Amministrazione Comunale di Carpi, insieme all’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile di Modena (AESS) e alle principali associazioni imprenditoriali territoriali (Lapam, Ascom-Confcommercio, Confindustria Modena, Cna, Confesercenti, Fam).

L’iniziativa vuole contribuire in modo concreto a combattere la crisi economica, muovendo il mercato dell’energia verde, nel quale sono impegnate già numerose piccole imprese locali, ha dichiarato Simone Morelli, assessore comunale all’Economia. Contemporaneamente si intende consentire alle imprese clienti di approfittare della scadenza di dicembre 2010 per usufruire delle migliori tariffe del conto energia, proporre agli imprenditori del territorio di affiancare alla loro produzione specifica anche l’autoproduzione di elettricità verde, in modo da ridurre i loro costi energetici ed evitare emissioni di CO2.
La novità è che il Comune vuole, insieme alle associazioni, giocare un ruolo propositivo per le imprese, iniziando con l’offrire loro uno studio di fattibilità gratis, che si può ottenere rivolgendosi per un sopralluogo senza impegno ad AESS o alle associazioni imprenditoriali. In questo modo si dà supporto alle imprese interessate al fotovoltaico per ottenere il progetto più adatto alle loro esigenze e per scegliere il miglior fornitore.
Preziosa la testimonianza all’incontro di 2 imprese che hanno già fatto questo passo, realizzando due impianti fotovoltaici sul tetto dell’azienda: Doriana Rustichelli di Stellatex spa e Graziano Daviddi di David-Tex snc. Affinché queste due aziende non siano eccezioni, ma la regola, Simone Tosi, assessore all’Ambiente si impegna a “a sburocratizzare le procedure necessarie per installare impianti fotovoltaici e a favorire tali interventi tramite il nuovo piano regolatore. E’ prevista l’installazione di pannelli fotovoltaici su due plessi di nuova costruzione: la scuola di Cibeno e il parco eco-tecnologico che sorgerà vicino all’impianto di compostaggio di Fossoli. L’intenzione è inoltre di indire bandi per affittare i tetti di immobili pubblici a privati che siano interessati a produrre energia”.
A Marcello Antinucci, direttore di AESS, è spettato il compito di illustrare i vantaggi per le aziende e per l’ambiente. Ha delineato uno scenario in cui potrebbero essere 250 mila i nuovi posti di lavoro per “colletti verdi” e ha parlato di uno sviluppo del fotovoltaico ad un ritmo di +39% a livello mondiale, nonostante la recessione. Nella sola provincia di Modena si è passati da 8 aziende coinvolte in 5 anni a una decina nei soli ultimi due.
Gli impianti fotovoltaici producono elettricità senza emissioni di CO2, non richiedono praticamente manutenzione e possono essere costruiti “su misura”, in base alle reali esigenze dell’utente. Il costo dell’impianto, piuttosto elevato tra 4.000-4.500 euro per kWp di potenza installata è a carico del committente, ma può poi essere recuperato grazie a un sistema di tariffe incentivanti dell’energia prodotta chiamato Conto Energia.
“Il Conto Energia – ha spiegato Antinucci – è una tariffa incentivante che può essere erogata ai proprietari di impianti per la produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica e che consente di recuperare in tempi ragionevole l’investimento effettuato. Sono previste altre maggiorazioni della tariffa qualora si rimuova una copertura d’amianto per sostituirla con un impianto integrato nel tetto o se vengono eseguiti interventi di riqualificazione dell’edificio abbattendone il fabbisogno energetico. Oltre alla tariffa incentivante il proprietario potrà poi decidere se pagare in bolletta elettrica solo la differenza fra l’energia che consuma e quella che produce con il suo impianto o venderla riversandola in rete al gestore dei Servizi Elettrici o sul mercato elettrico.
Il fotovoltaico è quindi ecologico ed economico. Mediamente si rientra dall’investimento in sei, sette anni. Insomma, un’opportunità concreta per liberarsi dalla schiavitù del petrolio.
(pubblicato il 12 Aprile 2010)

