Sul fondo del barile
Un cittadino ci chiede: ma il petrolio è davvero destinato a finire? Approfondiamo la questione dell’approvvigionamento energetico.
Risorse rinnovabili e non rinnovabili, combustibili fossili: temi di grandissima attualità ma quanto davvero ne sappiamo? Ecco una sintetica panoramica delle principali fonti di approvvigionamento energetico per chiarirsi le idee, un punto di partenza da cui proseguire l’approfondimento.
Fin dagli albori l’umanità è alla ricerca di fonti energetiche, ovvero sorgenti di energia da sfruttare per produrre lavoro, ottenere calore o da convertire in altre forme di energia (ad es. quella elettrica). Le fonti energetiche vengono per lo più distinte in rinnovabili e non rinnovabili, in riferimento all’esauribilità in tempi umani. Le fonti non rinnovabili includono i combustibili fossili (carbone, petrolio, gas naturale), cosiddetti perchè derivano dai lunghissimi processi di trasformazione di organismi vegetali e animali, e nucleari (uranio). Le fonti rinnovabili sono invece rappresentate, in base alla normativa, da sole, vento, acqua, terra e trasformazione in energia elettrica dei prodotti vegetali o dei rifiuti organici e inorganici. Esse includono principalmente:
- Energia geotermica, che utilizza il calore naturale della terra per muovere turbine e produrre energia elettrica oppure per produrre calore utile per riscaldare edifici o serbatoi di acqua. Mentre la produzione di energia elettrica dal geotermico è possibile solo in aree dove sono presenti particolari condizioni del sottosuolo (in Italia tipicamente in Toscana), l’utilizzo per il riscaldamento (geotermico a bassa entalpia) è applicabile ovunque.
- Energia idroelettrica, in questo caso è l’acqua a far muovere le turbine per la produzione di energia elettrica. L’acqua viene ricavata da fiumi e laghi i cui corsi per lo più vengono deviati mediante dighe e condotte forzate. È la fonte rinnovabile più sfruttata in Italia e da essa si ricava il 15-20% dell’energia.
- Energia marina, principalmente quella mareomotrice (che sfrutta le maree) e del moto ondoso. Si tratta di energie sfruttabili solo in particolari luoghi. In Europa famose sono la centrale mareomotrice di Saint-Malò in Bretagna (Francia) e le turbine che sfruttano il moto ondoso in Portogallo.
- Energia solare, distinta in fotovoltaica per ricavare l’energia elettrica e termica per scaldare un serbatoio d’acqua.
- Energia eolica, che sfrutta la forza del vento che mettendo in moto le pale eoliche produce energia elettrica.
- Energia da biomasse, che vengono utilizzate come combustibile. La biomassa utilizzata fin dai tempi più remoti è il legno.
Per tutte le fonti energetiche non rinnovabili vengono identificate delle risorse e delle riserve. Sono risorse energetiche tutti i depositi di una certa fonte energetica esauribile, ovvero quelle ancora non identificate con certezza o non sfruttabili a costi competitivi con le tecnologie attuali. Sono riserve energetiche i depositi attualmente identificati e sfruttabili a costi convenienti.
Dal rapporto tra riserve e sfruttamento di una certa fonte (ovvero quanta se ne utilizza) viene calcolata la sua disponibilità: in base a questo calcolo la disponibilità di carbone è stimata in circa 130 anni, 100 anni quella dell’uranio, 60 quella del gas naturale e 40 quella del petrolio (fonte Enea). Il petrolio, che rappresenta di gran lunga la fonte più sfruttata, non si esaurirà fra 40 anni, nel senso che le risorse petrolifere non saranno di fatto esaurite ma lo saranno le riserve e dunque i depositi sfruttabili con le attuali tecnologie a costi competitivi. Questo concetto sta alla base della teoria del picco del petrolio, esposta dal geofisico americano Hubbert negli anni ’50, secondo cui si può prevedere un picco massimo nello sfruttamento di una fonte energetica esauribile, dopo il quale esso è destinato ad un declino legato proprio a fattori economici.
Trovare quindi un’alternativa al petrolio, in generale a tutti i combustibili fossili il cui sfruttamento comporta peraltro l’immissione in atmosfera di gas tossici e climalteranti, (e anche all’uranio) è un’urgenza non più rinviabile.
Approfondimenti
Enea – Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile
Aspo - Associazione per lo Studio del Picco del Petrolio
(pubblicato il 01 Aprile 2011)

