Archivio

Borse di plastica addio

Dal 1° gennaio 2011 al bando gli shopper usa e getta.

Tra qualche giorno non potremo più riporre la spesa in sacchetti di plastica comprati sul posto. Un cambiamento epocale (giunto in Italia con un anno di ritardo) che metterà fine alla più emblematica pratica dell’usa e getta: il sacchetto è infatti utilizzato in media per soli 20 minuti ma impiega 400 anni per degradarsi in natura.

A inizio 2011 entrerà in vigore il divieto di commercializzazione per i sacchetti di plastica non biodegradabili. Dal 1° gennaio non potranno più essere prodotti o messi in commercio gli shopper non biodegradabili, ci sarà comunque una norma transitoria (a cui sta lavorando il ministero dello Sviluppo Economico) che consentirà a negozi e supermercati di smaltire le scorte.
Cosa cambia? Per l’ambiente moltissimo. Solo in Italia si usano ogni anno 20 miliardi di borsine in plastica, circa 300 a testa, 100 miliardi in Europa, 1000 miliardi nel mondo (dati Legambiente 2010). Se va bene, si accumulano a decine nelle nostre case e sono usate come sacchetti per i rifiuti. Se va male, gli shopper sono abbandonati nell’ambiente, inquinano acqua e terra, intrappolano o avvelenano pesci e uccelli, rilasciano sostanze tossiche che entrano nella catena alimentare dell’uomo.
Ecco qualche dato. La produzione di plastica assorbe l’8% della produzione mondiale di petrolio, il 96% della plastica prodotta a livello mondiale non viene riciclato; quasi la metà della quantità di plastica prodotta ogni anno viene utilizzata per articoli monouso o imballaggi destinati ad essere buttati nel breve periodo. Porta la sporta, la campagna nazionale per promuovere le borse riutilizzabili, stima che quasi 4/5 dei rifiuti presenti in mare arrivi da terra a causa del vento, oppure trascinato da scarichi d’acqua e fiumi. Il 90% del rifiuto galleggiante è plastica: un problema letale per gli animali marini che rimangono imbrigliati in sacchetti o altri rifiuti e muoiono di fame, soffocamento o annegamento.
Già la maggior parte dei supermercati ha sostituito le sporte in plastica tradizionale con quelle in materiale biodegradabile. Ma questa è un’occasione d’oro per cambiare le abitudini e limitare il più possibile la pratica dell’usa e getta. Dalla borsina in tela al trolley con le ruote, dal cartone di recupero alla vecchia retina, le alternative sono tante.
Basta trovare quella che fa al caso proprio.

Approfondimenti

Ermesambiente – Regione Emilia-Romagna
Porta la sporta
Legambiente

(pubblicato il 21 Dicembre 2010)